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giovedì 8 giugno 2017

Girotondo della fornace


Sul sito del Comune c'è scritto: "La fornace di laterizi detta La Fornace, situata a est del paese, ai confini col territorio di Solesino, fu fondata da Andolfo Gaspare poco dopo la metà dell'Ottocento, passò poi alla famiglia Gagliardo. Fu una delle più importanti fabbriche della Bassa: occupava 62 operai ed era dotata di forno Hoffmann. 
Rappresenta, con la svettante ciminiera alta decine di metri, un esemplare di architettura industriale da salvare e recuperare quale simbolo della produttività della gente della Bassa Padovana".

Il forno Hoffmann ormai lo riconosco subito avendolo già visto a Villanova Marchesana, a Salvaterra. Con le sue pietre inclinate e le aperture con la parte superiore ad arco. Quello che mi impressiona di questa fornace è soprattutto la canna fumaria, la ciminiera perché è molto massiccia. Attorno a quello che resta di questa struttura c'è un girotondo di nuove abitazioni bellissime, con finiture moderne, con specchi fotovoltaici che contrastano fortemente con le sue mura decadenti sommerse dall'erba e ti danno l'idea del tempo passato. Non so fino a quando abbia funzionato. Rimane questa testimonianza come dice il sito del comune della laboriosità perduta, dello stile di vita di chi c'era prima. Resta lì come fosse un monumento strano.

giovedì 4 maggio 2017

La casa delle favole


«Domenica andrò a vedere la casa delle fate!» Dico io.  «Intendi dire che andrai a vedere la casa delle favole??»  Mi corregge la mia amica Urbex... Sì perchè gli urbex a quanto pare questo posto lo conoscono un po' tutti... io ed i miei compagni di avventure invece non lo conoscevamo anche se non è neanche troppo lontano dai nostri luoghi... Questa casa sembra davvero un posto uscito dal libro delle favole, di quelli per i bambini piccoli, con tanti disegni fantastici. Ormai è quasi sommersa dalla vegetazione, e più che vederla la intravvedi e la immagini. La struttura esterna ricorda un piccolo castello, mi viene in mente il film pinocchio di Comencini e quella casa dove abitava la fata turchina ... non so perché... le ringhiere delle terrazze sono strane sembrano quasi fatte di argilla ... E qui di burattini ce ne sono tanti all'esterno, non di legno ma di gesso e ferro... anche questi stanno per sgretolarsi. All'esterno e all'interno tantissimi disegni che sembrano rappresentare scene di vita spensierata, di vacanze al mare... altre sembrano effettivamente scene tratte dalle favole che tutti abbiamo letto da bambini.  

martedì 2 maggio 2017

La chiesa che sta crollando


Siamo in Emilia-Romagna, e a dire il vero la mia meta era un'altra ma l'esplorazione non mi era riuscita. In due giorni ho modo di visitare alcune dimore affascinanti  come il Castello di Fontanellato e la Reggia di Colorno.... Prima di tornare a casa però decido di andare a fotografare questa piccola chiesa. Percorro strade in mezzo alla campagna seguendo il navigatore che mi dice gira di qua svolta di là e quasi mi irrita.... però finalmente arrivo a destinazione. La chiesa si trova nella golena del fiume Taro. Ormai sta cadendo a pezzi. Da quello che ho letto, so che era dedicata a San Carlo e che è stata abbandonata dagli anni '60. Era probabilmente il riferimento religioso di questo piccolo borgo.

sabato 29 aprile 2017

The Clown


Questa volta l'idea non è mia ma di Ale e D. Il posto è lo stesso. Non è mio ma ormai,  considerate tutte le volte che ci sono entrato posso dire che lo trovo piuttosto familiare...  Entriamo in gruppo, con la scusa di accompagnare un amico urbex arrivato da molto lontano... del gruppo fanno parte anche Ale e D. che come detto avevano progettato di scattare qualche foto con soggetto "clown inquietante"....  E bisogna ammettere che un ex manicomio è una location molto adatta per il tipo di foto in questione (a questo link trovate un articolo che spiega bene come si è sviluppata nel tempo la paura dei clown - coultrophobia).

lunedì 13 marzo 2017

Linkye e la bambola assassina




Linkye ha deciso di andare ad esplorare un posto abbandonato, dove si dice siano stati commessi alcuni delitti ma di cui non è mai stato scoperto il colpevole. Le vittime sono state trovate sbranate come da un cane o da altro animale. Voci tramandate, ritenute da sempre leggende metropolitane parlavano di una bambola che commetteva omicidi. Da anni però questi episodi non si verificavano ma adesso sono ripresi e Lnkye ha voluto andare a verificare ... 

lunedì 6 marzo 2017

Il grande mulino abbandonato ....


Anche questo luogo era da un po' di tempo che desideravo visitarlo. Si tratta di un mulino alle porte di Treviso. Lo chiamavano il Piccolo Stuky per evidenziarne il legame con l'omonimo mulino che si trova a Venezia nell'isola della Giudecca. Come quest'ultimo è stato vittima di un incendio. Nel 2003 quello di Venezia e nel 2015 questo. Un vero peccato. L'incendio con molta probabilità come hanno sostenuto i Vigili del Fuoco è stato di origine dolosa ed ha determinato il crollo della parte più antica, quella costruita alla fine dell'800. 

sabato 25 febbraio 2017

Qui non si scava più... ancora draghe abbandonate lungo il Po


Seconda tappa in riva del Po, questa volta cambiamo sponda e siamo sul ferrarese. Anche qui non si scava più il letto del fiume e rimangono questi tre grandi silos abbandonati nella golena del grande fiume. In una giornata di sole invernale e di giornate che cominciano ad allungarsi, facciamo un po' di urbex a chilometro zero, visto che abitiamo qui vicino ... e passiamo il tempo giocando un po' con la luce, sotto gli sguardi delle persone che fanno la passeggiata pomeridiana sulla strada arginale. Poi appena scende il sole il freddo ricomincia a farsi sentire ed è ora di tornare a casa. 

lunedì 20 giugno 2016

Topkapi e Q anche qui non si balla più


Silenzio e vento che soffia dal mare. Rumore di macchine che avanzano a passo d'uomo mentre sono in coda sulla Romea. Stanno tornando a casa dalla gita di Pasquetta.
Una Pasquetta quest'anno caratterizzata dal tempo incerto tra sprazzi di sole nuvole e pioggia. E' stata così questa primavera e rischia di esserlo anche l'estate. Il cartello è ancora lì dritto in piedi, pulito e quasi orgoglioso: Topkapi. La porta a vetri è aperta ed è un invito ad entrare. La struttura era stata costruita tra gli anni '60 e '70 e qui ci sono passati i grandi nomi della musica italiana ed internazionale.
Ricordo di esserci stato nel 2002 quando si chiamava "Controvento". I ricordi di quella sera sono cancellati dagli anni ma ricordo di un posto bellissimo, pieno di gente sia all'interno che all'esterno. Sul sito www.7lidiweb.com è ancora possibile vedere delle foto della discoteca quando era in attività.

venerdì 3 giugno 2016

Viaggio nell'Emilia post terremoto a 4 anni di distanza

Sì, è prevalentemente un viaggio Urbex. Però viaggiando in queste zone non puoi ignorare ciò che sta attorno alla meta che ti sei prefissato.
Diciamo subito che la nostra meta è un posto ormai visto e rivisto. Io però non lo conoscevo fino a qualche giorno fa. E' stato il mio amico Fabio a farmelo conoscere.
Ed è lo stesso mio amico che tra una "urbexata" e l'altra mi fa riflettere sul fatto che gli Urbex sono sempre di più. E' una moda dilagante ormai e quindi i posti cominciano ad essere visitati e rivisitati.
Finchè diventano "troppo visitati" e "troppo fotografati" ed i proprietari, giustamente, prendono le dovute precauzioni e iniziano a tappare i buchi d'ingresso.
E' il caso della nostra meta di oggi, un castello che era stato acquistato da un facoltoso signore inglese e ristrutturato, almeno in parte. Però la botta del terremoto del 2012 face crollare parte di un torrione ed anche un pavimento al primo piano. Però entrando, fino a poco tempo fa, a quanto pare,  si potevano ancora ammirare tantissimi affreschi presenti nelle stanze, qualcosa sicuramente di maestoso e di affascinante.
Fatto sta che ha affascinato troppo ed ha affascinato troppi e quindi quando arriviamo noi i piatti sono già lavati e gli ingressi murati. Da poco visto i laterizi avanzati che ci sono ancora all'esterno e sembrano essere stati portati li da pochi giorni. Gira e rigira, proviamo a cercare un varco per entrare ma niente.
Alla fine perà capiamo che in quelle stanze non si entra più e dobbiamo accontentarci di qualche foto dall'esterno e di qualche pertinenza. Succede anche questo quando si fa urbex....


venerdì 1 aprile 2016

L'Hotel adesso è solo per gatti


Una volta era un hotel. Ed anche un ristorante. Adesso ospita solo gatti e personaggi un po' matti come noi, che il giorno di Pasquetta lo scegliamo come meta, come luogo da visitare.
Non siamo i primi ad entrare. Non saremo neanche gli ultimi. All'esterno come detto si incontrano gatti che si lasciano accarezzare e villeggianti o residenti indifferenti al nostro passare con cavalletti e macchine fotografiche davanti ai loro occhi....
Noi che vogliamo le rovine solo immortalare.
All'esterno un'altalena, troppo rovinata, non è più il sogno di bambini in vacanza. All'esterno una roulotte che con la natura ormai, si è quasi immedesimata e con l'erba ed i rami si confonde. Si immerge dentro al suo solitario e silenzioso destino.

mercoledì 3 febbraio 2016

La Certosa che sta per essere erosa dal tempo



Primo post dell'anno sui posti abbandonati. Anzi sarebbe il secondo ma il precedente l'ho dovuto cancellare per il rischio di divulgazione di segreti militari che avrebbero potuto compromettere la sicurezza nazionale... ovviamente ci scherzo su ma non si sa mai... Questo posto pensavo fosse abbandonato invece mi è sembrato mezzo abitato. Però una parte, quella sì sono riuscito a fotografarla. Trattasi di una certosa la cui costruzione iniziò il 7 marzo 1534 data in cui fu posta la prima pietra e venne ultimata nel 1623. In seguito al decreto della Serenissima Repubblica di Venezia, volto ad alienare le Comunità religiose con meno di 12 soggetti, nel settembre 1768 i cinque monaci rimasti furono costretti a lasciare la Certosa. Alcuni documenti testimoniano che nel 1797 venne saccheggiata dai francesi. 
Come tutte le certose era suddivisa nella Casa Alta, dove vivevano i Monaci del Chiostro e nella Casa Bassa dove vivevano i fratelli conversi.  L'ordine dei certosini fondato da San Bruno aveva come caratteristica quella di essere una unione di solitari in una piccola comunità. Ognuno dunque conduceva una vita molto solitaria, venendo in contatto con gli altri monaci solo in alcuni momenti della giornata come le celebrazioni liturgiche o nelle ricreazioni. I monaci certosini una volta alla settimana, generalmente nel primo giorno, si dedicavano allo spaziamento, una passeggiata di quattro ore circa, in cui potevano stare a contatto con la natura e parlare liberamente. Al vertice di ogni comunità c'era un Priore (Primus inter pares - primo fra i pari) e non vie era quindi un superiore. 

martedì 29 dicembre 2015

l'Ex base Nato abbandonata


Premesso che per evitare il cancello d'ingresso mi hanno fatto inerpicare su una collina ripidissima che ha messo a dura prova il mio fisico poco allenato, la visita è stata tutto sommato interessante, se non altro per il panorama che si vede da qui.
Monte Venda, anche se non è una montagna ma per poco, diciamo che è un po' come un ciclista che arriva al quarto posto. Non è sul podio non sale. Resta a terra. Il Venda bastava salisse un po' di più, da 603 metri a 610 ed era una montagna a tutti gli effetti. Invece lo è per toponimo. Si fregia del titolo di monte come un paese si fregia del titolo di città.
Detto questo sul Venda dagli anni '50 alla fine degli anni '90 c'era il ROC 1. Ovvero il Regional Operation Center della Aereonautica Militare.
C'era un bunker scavato dentro la roccia, per 1600 metri, mica uno! E da lì si controllava il traffico aereo, civile e militare. Ce n'erano tre in tutta Italia, uno sul Venda, uno vicino a Roma ed uno a Martina Franca, in Puglia. Poi come ha detto mio fratello, forse hanno inventato una app e tutto di colpo è diventato obsoleto.
Adesso ci sono una serie di casupole abbandonate sul pendio del colle più alto dei Colli Euganei tanto da chiamarsi montagna. E c'è rimasto il bunker, dove però non sono entrato. Mi sono accontentato delle casupole e di vedere la nebbia dall'alto... Più in alto c'è un'altra cosa che non ho visto i ruderi di un convento che si trovava in cima a questo colle. Pardon! Monte.
Questa montagna ed il suo bunker sono al centro di traversie giudiziarie, poiché molte famiglie di persone decedute a causa probabilmente del Radon (gas radioattivo di origine vulcanica) presente dentro la roccia chiedono di sapere la verità su cosa respirassero i loro famigliari, deceduti prematuramente a causa di tumori ai polmoni, nelle ore trascorse sotto terra.

venerdì 13 novembre 2015

Villa Bellavista: E' anche museo dei Vigili del Fuoco


Riporto della nostra visita a Villa Bellavista in Toscana, precisamente a Borgo a Buggiano, dopo aver parlato dell'altra villa che ho visitato nella stessa giornata sempre vicino a Pistoia ma in località Ferruccia. Questa l'abbiamo visitata alla mattina, grazie all'iniziativa organizzata da www.esplorazioniurbane.it ma non è abbandonata potremmo quasi dire che è fin troppo custodita, perchè alcune stanze ai piani superiori non ci è stato permesso di vederle, forse anche i ragazzi di esplorazioniurbane non erano al corrente, da quello che ho notato che certi ambienti non si potessero visitare. All'interno c'è un museo dei Vigili del Fuoco, "come riporta lo stesso sito dei Vigili del Fuco", accolse nel dopoguerra, figli dei Vigili del fuoco, orfani di guerra. In precedenza era stata anche casa di riposo per i Vigili del Fuoco, casa per le vacanze dei figli dei Vigili del Fuco e addirittura ospedale militare, in tempo di guerra, prima per le truppe tedesche e poi americane. Adesso è di proprietà del Ministero dell'Interno.


domenica 11 ottobre 2015

La villa che cade a pezzi



"Villa Baldi cade a pezzi", titola un articolo su internet.... Lo leggo e penso che in fondo è una delle tante ville che cadono a pezzi.... Tutto il mondo è paese. Tutto il Belpaese è pieno di ville che diventano brutte al punto da: cadere a pezzi. Appunto.
Questa volta capitiamo in Toscana, a Pistoia e ingrandendo ancora di più con le dita google maps individuiamo Agliana e ingrandendo ancora di più scopriamo Località Ferruccia.
Una località che, come si legge sempre su internet, gravitava attorno a questa fattoria, nei tempi in cui i nobili vivevano veramente da nobili e il popolo viveva veramente ...male.
Ci arriviamo in un giorno in cui siamo andati in Toscana per vedere principalmente un'altra villa a Borgo a Buggiano, ma di questa parlerò prossimamente.... perchè villa Baldi ha la precedenza, perchè  è veramente messa male ... e a noi piacciono quelle messe male.
Ci arriviamo in un giorno in cui piove a dirotto, dopo avere scavalcato gli Appennini coi tergicristalli sempre accesi....
Ci arriviamo per caso, in compagnia di un fotografo italo-francese amico di Berengo Gardin (Bruno Carbone che ha curato per lui una antologia dei suoi libri come ci spiegherà poi al bar attorno ad un caffè) e tre ragazzi di Torino, anche loro appassionati di posti abbandonati.... entriamo (dell'esterno ho scattato ben poco viste le condizioni del tempo.... ) e subito notiamo delle frecce dipinte di nero... che indicano la via da seguire, quasi fossimo dentro ad un percorso guidato, una specie di giostra della paura visto l'oscurità e visto che ci sono un sacco di stanze, stanzette, cunicoli, una specie di grande labirinto...

martedì 18 agosto 2015

L'ex seminario è enorme e all'interno è un labirinto


Forse non lo sapete che a Tencarola di Selvazzano c'è un ex seminario vescovile ... stavo per scrivere grande come una casa... ma invece sarebbe molto riduttivo ... perchè è grande quasi come un paese ... io sapevo che esisteva,  avevo visto qualche video sul Tubo e letto qualcosa.. e così ho voluto andare a vedere ...quello che non sapevo e che ho letto solo a posteriori (non fraintendete...) solo dopo insomma... è che qualche sera prima c'era stato un incendio all'interno. L'ennesimo! 

Perchè pare che il posto sia vissuto da immigrati, vagabondi, clandestini e spacciatori... quello che era un luogo di formazione dei sacerdoti è diventato tutt'altro... per farvi un paragone, per chi è di Rovigo ma spero che le foto rendano l'idea... avete presente l'ospedale?? O la cittadella socio sanitaria ovvero l'ex seminario di Rovigo? Ecco una cosa del genere.. 

venerdì 7 agosto 2015

Un libro sull'esplorazione urbana


Non potete definirvi “Urbex” se non avete letto questo libro di Elvira Macchiavelli... Oh adesso! Che esagerato!! Mi direte... invece no! Secondo me le cose stanno proprio così. Perchè magari tanti iniziano a dedicarsi a questa attività un po' per curiosità un po' perché hanno sentito che lo pratica l'amico tal dei tali … e così iniziano ad avventurarsi su questo percorso... invece Elvira nel suo libro “Esplorazione urbana. L'etica dell'abbandono” che mi sono letto e gustato di recente, cerca di mettere le cose in chiaro, partendo dalla storia dell'esplorazione urbana, dando poi dei consigli utili per chi inizia questa avventura. E' se vogliamo anche una sorta di manuale dell'Urbex.
Ci sono poi delle bellissime foto tratte dal suo blog “Urbex at info!” Elvira Macchiavelli, Toscana, è giovanissima ma pratica da tempo questa attività ed è una delle più affermate (se mi lasciate passare il termine) e stimate Urbex in Italia.
Mi è piaciuta in particolare, la parte in cui Elvira cerca di dare una definizione all'esplorazione urbana cercando di darle una collocazione possibile tra le varie pratiche dall'attività umana, si chiede se è arte, passione, fenomeno mediatico.
Alla fine, sulle basi anche della sua esperienza come studentessa di Scienza della formazione, è arrivata a qualificare l'esplorazione urbana come un gioco. Elvira in un lavoro di ricerca si accorge che l'esplorazione urbana ha le stesse caratteristiche attribuite al “gioco”, da eccellenti sociologi del '900, perchè contiene elementi come le regole da seguire, la curiosità, la sfida, l'incertezza, la non produttività.

giovedì 4 giugno 2015

Il convento che è diventato casa colonica e poi una cartiera


Adesso non è che tu vai in un posto abitato da un fantasma per la prima volta e subito ti trovi il fantasma lì pronto ad accoglierti magari offrendoti anche il the con i biscotti... no, perchè il fantasma in genere è uno che si fa desiderare... anzi arriva proprio quando non lo desideri, quando proprio non te l'aspetti. Lo vedi alle tue spalle, che passa come un'ombra...
Poi non è che proprio lo vedi, perché anche se lo vedi in realtà "ti sembra" di averlo visto... oppure lo scopri solo dopo, guardando la fotografia...
Sono tutti uguali 'sti fanstasmi! Se la tirano ahn! Un po' come i divi del cinema che non riescono più a guarire dalla febbre del red carpet una volta che ci sono saliti sopra.
E così in assenza del presunto padrone di casa, ci addentriamo in questa che era una vecchia corte ma anche una ex cartiera.

mercoledì 13 maggio 2015

Visita guidata sì, visita guidata no, visita guidata... ma sì!!


Così ci ritroviamo alla visita guidata edizione 2015 che prima si doveva fare perchè c'era scritto anche sul giornale, poi una volta arrivati lì davanti al cancello di via Chiarugi  l'organizzatore (che però è già dall'altra parte del cancello) ci dice che non si può fare ... perchè questo, perchè quello... ma poi quelli che sono venuti fin qua protestano e dicono: "ma se c'era scritto che oggi si faceva!! C'era scritto sul giornale ahn!!!" ...Però l'organizzatore insiste e dice: "vi ho detto che non si può!".... però i visitatori venuti "apposta" fin qua prima  esclamano:"E allora noi scavalchiamo!"... e così perdono la pazieza e decidono di scavalcare direttamente.... E allora l'organizzatore dice: "Vabbè visto che ormai siete dentro facciamo la visita guidata!!"

E intanto anche tu scavalchi e pensi che solo a Rovigo possono succedere queste cose... o forse che tutto il mondo è paese e dunque, in qualche altra parte del mondo, altri curiosi che avevano letto il giornale staranno scavalcando qualche altro cancello per visitare qualche altro ex manicomio (ahaha sembra un libro di Kafka....)

Va beh dai entriamo e partiamo con il gruppo abbastanza numeroso di partecipanti a questa visita guidata... ci spiegano che il progetto del Manicomio è stato fatto agli inizi del 1900 che è stato poi inaugurato nel 1930..... che è stato chiuso a seguito della Legge Basaglia ... 37 anni fa... che questo che quello...... e noi che siamo degli Urbex seguiamo l'inizio della visita però poi, come i ciclisti che quando inizia la gara sono tutti in gruppo ma dopo il primo giro, tra loro c'è già chi si defila, noi ci stacchiamo dal gruppo al primo padiglione e pensiamo di farci un "Tour fai da te" ... un viaggio al rallentatore, perchè qualcuno non c'era mai stato e vorrebbe fotografarlo con calma e qualche altro che c'era già stato e vorrebbe rifotografarlo con calma.

giovedì 7 maggio 2015

L'ex macello è diventato un macello di degrado


Quello che rimane è una serie di cappannoni vuoti circondati da condomini. E' una zona vasta, circa 200 mila metri quadri di abbandono... è circondata da mura ma anche da una rete metallica .. si trova facilmente un varco per entrare, ne abbiamo trovato uno ma ce ne saranno stati sicuramente degli altri lungo il perimetro. E' abbandonata da molti anni e qui di gente ce n'è sicuramente entrata parecchia, vandali, vagabondi, senza tetto, spacciatori, clandestini writers, ragazzi curiosi, addirittura ho letto che qualche anno fa ci hanno rinvenuto il corpo già in stato di decomposizione di un magrebino, morto o ucciso da chissà chi e chissà perché... dentro regna il vuoto ed il degrado, oltre ai numerosi graffiti sui muri che tentano in qualche modo di portare un po' di colore nel grigiore generale.... Adesso è difficile anche capire cosa si facesse un tempo tra quegli stabili....
Con una ricerca scopro che si trattava di una azienda dove si lavorava la carne, dalla macellazione al commercio.... negli anni '70 era l'azienda più florida in Europa per quanto riguardava la lavorazione della carne... poi il fallimento a metà degli anni '90.. gli stabili vengono messi all'asta e prima non si trovano gli acquirenti perchè il prezzo è troppo alto, si pensa ad bonifica e ad una riqualificazione mai realizzata. Alla fine viene acquistata da una catena di supermercati ma i cittadini si oppongono per impedire che lì sorga l'ennesimo centro commerciale che darebbe il colpo del knock-out ai piccoli negozi del quartiere. E' stata organizzata persino una fiaccolata per opporsi a questa infelice soluzione. Così tutto resta fermo nel suo lento e inesorabile deterioramento. Nel suo radicato silenzio.

martedì 21 aprile 2015

La distilleria che sta evaporando


E' diventato un luogo del silenzio. E immagino il rumore che ci deve essere stato quando tutto funzionava. Qui si produceva Alcol Etilico, detto anche etanolo, o semplicemente alcol o più semplicemente “spirito”, ricavandolo dalla barbabietola da zucchero, facendo fermentare e successivamente distillando le “melasse” che sono la parte residua della lavorazione dello zucchero.
In questi edifici l'alcol veniva prodotto sia per usi industriali che per prodotti alimentari (Amaro Averna, Stock, Martini & Rossi...) tecnicamente lo chiamavano alcol buongusto o ancora lo utilizzavano per fare prodotti farmaceutici o cosmetici. Così si è andati avanti per settant'anni. E poi.... E poi a seguito della chiusura di numerosi zuccherifici in questa zona, è venuta a mancare la materia prima per la distillazione dell'alcol. Da quello che ho capito produrre alcol dalla canna da zucchero sarebbe stato troppo costoso, e l'importazione di alcoli da paesi extra europei era diventato più economico.
Dal 2005 lo stabilimento è stato inglobato in un nuovo progetto per la produzione di biocarburante ma dopo solo diciotto mesi ha cessato l'attività.
Adesso erba che ricopre e rompe i marciapiedi, erba lungo la ferrovia che attraversava l'area industriale, tra gli arbusti i grandi edifici di cemento che si sgretolano, hanno finestre ampie con i vetri rotti, c'è una torre spettrale, un silos gigantesco, enormi spazi vuoti, rumori che vengono dalla vicina città, tubare dei piccioni, vento che fa lo slalom tra i muri. Ci sono tanti tombini aperti e bisogna fare un po' di attenzione a dove si mettono i piedi. Anche la piastra della pesa per i camion è stata tolta.
Quello che rimane è tutto un groviglio di tubi di ferro, ed si scale di cemento, questi ambienti ti danno la sensazione di essere dentro ad un video game tipo Unreal Tournament o Quake oppure nel finale di un film d'azione. 
Un posto che sarebbe la Mecca per gli appassionati del softair ma qui intorno non si vede nessuno, forse perchè è una zona controllata. Nel nostro giro non troviamo anima viva.
In giro ci sono scarpe e bottiglie, armadietti, brandelli di giornali porno, vecchi computer che andavano con il dos.... telefoni, sedie, tavoli ribaltati, qualche relazione tecnica che risale alla fine degli anni '80....
Fotografiamo con tranquillità quello che rimane di questa destilleria di questo ennesimo posto che il tempo si sta portando via.

Qui sotto alcune foto della esplorazione: 



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