mercoledì 23 marzo 2022

Villa La Romantica. Abbandonata al suo triste destino.


"Cosa siete venuti a cercare?" Sembra che ci dica questa villa. Ripulita, sventrata, messa a nudo,  spogliata (sfogliata) della natura che in questi anni l'aveva circondata, abbracciata, avvolta e imprigionata. Adesso respira ci sembra più libera, con la luce che entra da tutte le parti. 

Sono venuto fin qui per vedere, per esplorare e per fare anche un esercizio fotografico. Bisognerebbe curare le inquadrature. Fare delle foto come quelle che ho visto in rete di questo luogo affascinante, riconquistato dalla natura che si è inerpicata sui muri avvolgendola, fagocitandola appunto. 

Invece appena arrivato  mi rendo conto che è stata completamente recintata, e mi rassegno che dovrò scattare solo qualche foto dall'esterno e magari qualche ripresa con il drone. Pazienza. Non riuscirò a fare delle foto come quelle che ho visto in rete. Quelle con gli alberi cresciuti all'interno e con i rami che si arrampicano sui muri. 

lunedì 28 febbraio 2022

Foto street by Olympus .... (bye bye)

Inserisco qui alcune foto di street  che ho realizzato nei giorni scorsi passeggiando in città, sono le ultime che ho fatto con la Olympus Om-D EM-10 Mark III ... prima di andare alla RCE e consegnare tutto il corredo (macchina fotografica con obiettivo pancake M.Zuiko Digital ED 14‑42mm F3.5‑5.6, obiettivo M.Zuiko Digital ED 40‑150mm F4‑5.6 R e obiettivo Zuiko ed 12-40mm f/2.8 pro.) e prendere una Fuji XT-2 con obiettivo Fujinon Ex 18-55mm f/2.8-4. 

L'esperienza con Olympus è stata piacevole.  Mi piaceva molto il design della macchina e la voglia di riscoprire gli effetti in bianco e nero con uno stupendo effetto grana pellicola che avevo già avuto modo di sperimentare qualche anno fa su un'altra Olympus che avevo poi venduto. E' una macchina piccola e facile da trasportare, però avendo le mani grandine non mi trovavo bene con l'impugnatura. Inoltre non era dotata di otturatore elettronico e questo mi creava imbarazzo in diverse situazione specialmente nelle foto di strada. Mi dispiace che non avrò più a disposizione un teleobiettivo con 300mm effettivi, che avevo utilizzato per le foto alla luna che potete trovare sempre in questo sito. 





venerdì 28 gennaio 2022

Esplorazione a Palazzo Moneta



La  prima uscita del nuovo anno ha avuto come meta Palazzo Moneta, una stupenda villa molto  fatiscente, con all'interno pregevoli affreschi. Una costruzione veramente originale, costruita a partire dalla'nno 1557 per volere del banchiere Cosimo Moneta e terminata dopo sei anni nel 1563. 

mercoledì 5 gennaio 2022

La casa dell'imprenditore fascista

Primo post dell'anno, ancora con le foto scattate durante quella che purtroppo è stata l'unica uscita urbex del calendario 2021. E purtroppo stando così le cose non sarà facile organizzare un team per una uscita a stretto giro, considerate le attuali situazioni della pandemia. Così agli impegni lavorativi e famigliari si aggiunge anche una situazione che davvero non permette di uscire. L'unica strada sarà provare a recuperare alcune escursioni programmate quando la temperatura si alzerà nuovamente durante il periodo estivo, anche se chi mi segue sa che non ho mai amato fare esplorazioni d'estate per via della vegetazione e degli insetti... 



venerdì 31 dicembre 2021

Tresigallo la città metafisica

Siamo stati nei giorni scorsi a Tresigallo la città metafisica come viene definita. Si tratta di un paese particolare, ricco di edifici dallo stile architettonico di tipo "razionalista" che vennero costruiti nel ventennio fascista, per volere del Ministro Edmondo Rossoni, originario di Tresigallo e Ministro dell'Agricoltura e Foreste del governo di Mussolini.  

martedì 28 dicembre 2021

Ex fabbrica di moquette 2

Proseguo con la pubblicazione delle foto della fabbrica di Moquette di cui abbiamo parlato nel post precedente. 


giovedì 23 dicembre 2021

Ex fabbrica di moquette 1ª parte

 

Esistono "mondi paralleli" alla nostra vita quotidiana. Realtà che pure essendoci vicine non conosciamo. Fabbriche, uffici, luoghi che per certe persone sono famigliari, perché vi trascorrono ore, giornate, mesi, anni. Diventano una parte predominante della loro vita. Luoghi che appartengono alla loro quotidianità e che invece restano preclusi agli altri, che pure li vedono solo dall'esterno, come un contorno, una quinta teatrale. Poi d'improvviso degli ingranaggi di questa realtà si inceppano e le porte si schiudono. E questi luoghi famigliari per un numero comunque limitato di persone, diventano accessibili a tutti. O perlomeno a tutti  quelli che si autodefiniscono esploratori urbani. E così anche noi abbiamo voluto conoscere uno di questi luoghi il cui passato non ci appartiene ma che in qualche modo possiamo immaginare. 

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