giovedì 30 luglio 2026

Un fotografo in crociera (Parte I)

Ai primi di giugno ho fatto una esperienza che non avevo mai fatto prima,  ovvero una crociera sulla nave MSC "Fantasia" che partita da Trieste ha fatto tappa nei seguenti porti Katakolon e Pireo (Grecia), Kusadasi e Istanbul (Turchia) e Bari.  Il Porto di Katakolon è la porta per visitare i resti archeologici della città di Olimpia. E' stata questa la prima tappa del nostro viaggio. Ho portato con me la Fuji XT2 (proprio quella con il sensore che presenta una macchia in alto a destra) con l'obiettivo 18-55 f2.8-4. 

 






L'arco di ingresso allo stadio 

Il campo dove si svolgevano le gare tra gli atleti (stadio)


Testa della dea Atena

Resti del tempio di Zeus

Dopo un giorno di navigazione siamo arrivati al porto di Katakolon. Con l'autobus abbiamo poi raggiunto il sito archeologico della antica Olympia, cittadina che si trova nella regione del Peloponneso, famosa per essere stato il luogo dove sono nate le olimpiadi nella Grecia antica.  Secondo la leggenda fu una gara di carri che diede inizio ai giochi olimpici, nel 776 a.C. che fu vinta da Pelope il quale conquistò la mano di Ippodamia battendo il re Enomao in una corsa di carri grazie all'aiuto di Poseidone e al tradimento dell'auriga Mirtilo. Dopo la vittoria, Pelope uccise Mirtilo, attirando una terribile maledizione sulla sua discendenza. La zona del Peloponneso prende proprio il nome da questo eroe mitologico e significa appunto "isola di Pelope". 

I primi scavi ad Olimpia iniziarono nel 1875 per volontà del governo tedesco. Tra le rovine riportate alla luce, c'è il Tempio di Zeus che era una delle sette meraviglie dell'antichità. Al suo interno si trovava la statua di Zeus realizzata dal famoso scultore Fidia nel 432 a.C. costruita in oro e avorio. 
Statua che poi venne trasferita a Costantinopoli e poi distrutta da un incendio. La fine di Olympia è stata causata con molta probabilità dai molti terremoti che hanno interessato la regione. I giochi poi non vennero più disputati a seguito dell'Editto di Teodosio I che vietò anche i culti pagani. Oltre ai resti del tempi di Zeus sono visitabili i resti della palestra (che deriva dal greco "palè" ovvero "lotta") dove gli atleti che partecipavano alle olimpiadi si allenavano per dieci mesi, il ginnasio che era un grande spazio pubblico dove i giovani facevano sport, imparavano la filosofia e passavano il tempo insieme. Il nome deriva dalla parola greca "gymnòs", che significa "nudo", perché gli atleti si allenavano senza vestiti. C'era poi il tempi di Hera, la moglie di Zeus ed ancora lo Stadio ovvero il luogo dove si svolgevano le gare. 

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