mercoledì 14 agosto 2019

Sostiene Pereira, a Fumetti

Affinché non abbiano a pensare i mei quattro lettori che durante una delle mie esplorazioni urbane mi sia appropriato indebitamente di un tesoro nascosto in una vecchia credenza o sotto ad una mattonella del pavimento di una villa abbandonata, e me ne sia fuggito in qualche paradiso tropicale in cui trascorrere in maniera rilassata e sfaccendata il resto dei miei giorni... scrivo questo post...
Premetto che per impegni familiari e di altro genere non ho molto tempo ultimamente per andare a fare foto di ruderi et similia ... pertanto in un pomeriggio di questa calda estate sono andato a trovare al negozio di fumetti il mio amico Andrea... premetto che non sono neanche un appassionato di fumetti... ho letto in passato qualche numero di Dylan Dog che mi passava il mio amico Andrea anche lui ... ma un altro ... e che ogni tanto da piccolo leggevo qualche numero di Topolino o di Braccio di Ferro.. così aggirandomi per gli scaffali pienissimi di fumetti, di statuine di supereroi e di oggetti vari, ho sfogliato il libro Sostiene Pereira - Una testimonianza.

lunedì 13 maggio 2019

Blackout il lato nascosto di Istanbul


Oggi volevo farvi partecipi di un libro che ho scoperto è di  un fotografo Turco che vive a Istanbul, Coskun Asar. Il libro si intitola "Blackout" e riporta un suo lavoro fotografico incentrato sulla realtà emarginata e nascosta della sua città. E' stato ospite in Italia al Festival di  Senigallia proprio quest'anno presentando in  una mostra fotografica i suoi scatti. Oltre alle foto molto belle, tutte in bianco e nero, il libro è graficamente molto ben curato. Piacevole da sfogliare e da toccare. 
Asar è cresciuto e ha studiato a Istanbul alla Facoltà di Comunicazione della Marmara University focalizzandosi sul cinema. Dal 2002, per tre anni consecutivi, ha partecipato al seminario World Press Photo tenutosi in Turchia ed è stato anche docente di Comunicazione all’Università del Galatasaray dal 2003 al 2006. Il suo interesse per la fotografia è iniziato nel 1995 mentre studiava cinema.

mercoledì 10 aprile 2019

Da Riaperture a Fotografia Europea 2019


Chiude “Riaperture”, festival di fotografia di Ferrara, giunto alla sua terza edizione e apre “Fotografia Europea” che si svolgerà a Reggio Emilia il prossimo fine settimana. Per gli appassionati della "camera obscura" dunque gli appuntamenti non mancano.
Ferrara ha chiuso lo scorso fine settimana i suoi due weekend di festival con un bel risultato: 4800 visitatori di cui il 50% provenienti da fuori città. Il festival si chiama “Riaperture” perché ha proprio la caratteristica di riaprire al pubblico luoghi che sono normalmente chiusi al pubblico o perché non sono più utilizzati o perché necessitano di interventi di restauro come la ex caserma dei Vigili del Fuoco, diventata oggi “Factory Grisù”, la ex caserma militare “Pozzuolo del Friuli” ed ancora
Palazzo Prosperi e Palazzo Massari. Luoghi da scoprire e da riscoprire che hanno accolto le

venerdì 8 marzo 2019

Post atomic project 1

Avevo preso queste maschere per utilizzarle per la realizzazione di qualche set in stile post atomico ... avevo fatto anche qualche disegno per immaginarmi la scena ... ma non avevo ancora una idea ben precisa del posto dove andare ecc...  poi  un pomeriggio grazie ad Alessandra e Diego  abbiamo improvvisato un set e le abbiamo utilizzate ... l'idea iniziale era quella di  andare agli "Aerei" che ultimamente sono tornati in voga tra gli urbexer, tanto in voga. Troppo in voga! Perché gli ultimi che ci sono andati (proprio il giorno prima che avevamo deciso di andarci noi), hanno fatto suonare l'allarme ed a quanto pare hanno richiamato sul posto Carabinieri, Civis, proprietari del locale ... mancava solo l'esercito ... così abbiamo trovato questo vecchio locomotore a fare che ci ha fatto da sfondo per le foto ... mentre per la seconda parte dello shooting abbiamo utilizzato un capannone di una ex fabbrica di cui ho già parlato qui nel blog e che spero di utilizzare ancora per altri set... (considerato anche il fatto che l'ex psichiatrico è in mano alla famosa associazione che ben si conosce)



martedì 19 febbraio 2019

Il Castello del Gigante

Ho avuto modo di ritornare dopo alcuni anni al "Castello del gigante", chiamato così perché in una stanza c'è la riproduzione in grandi dimensioni di una famosa opera d'arte. Si tratta di un castello in parte crollato e la caratteristica più fotografata è la montagna che si è venuta a creare dalle macerie crollate di due piani, il tetto ed il primo piano. Al piano terreno si è formato un cumulo di pietre sopra il quale un urbexer ha pensato di posizionare una poltrona, rendendo lo scenario qualcosa di surreale, immaginifico. Tutto intorno i muri con la carta da pareti azzurra e le finestre con le tende. 

sabato 9 febbraio 2019

La villa del dottore


Nel gergo urbexaro è conosciuta con diversi nomi: La villa del dottore, la villa del divano verde o ancora la villa dei pavoni. C'ero stato alcuni anni fa ma era chiusa. Sigillata ermeticamente. Adesso è accessibile. E anche il giorno che ci siamo tornati noi era frequentata da urbex e visitatori occasionali. 
E' chiamata villa del divano verde perché al piano nobile c'è un grande salone con al centro un divano verde rotondo. Si chiama villa dei Pavoni perché nel giardino della villa, quelli li avevo visti la volta scorsa, ci sono due bellissimi esemplari di questo uccello. E la chiamano appunto la villa del dottore perchè chi vi abitava era un medico e infatti nella soffitta ci sono delle ossa che probabilmente erano utilizzate per motivi di studio dal medico.

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